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Nuovi passi per Nuovi risparmi
11.03.2010 18:18:07
Inizia col piede giusto per assicurarti il miglior risparmio.

Sei in un periodo di risparmio? Ti sei ripromesso all'inizio dell'anno che ti saresti dato un budget mensile e ti saresti attenuto rigorosamente a questo, ma non riesci a rispettarlo?
Se i tuoi buoni propositi non riescono ad essere mantenuti e il salvadanaio continua a piangere, segui questi semplici consigli e scoprirari che è più facile di quanto sembra.

1) Tieni un registro delle spese
Sarai sorpreso di scoprire dove finiscono i soldi! Già dopo il primo mese inizierai a capire dove si può tagliare senza fare drastici cambiamenti al tuo stile di vita.

2) Compara i prezzi
Usa Spesafacile.com per velocizzare e ottimizzare la ricerca delle migliori offerte, sia sugli stessi prodotti che su prodotti diversi ma dello stesso tipo. Scoprirai molte cose interessanti che ti aiuteranno a capire meglio come risparmiare. Grazie all'uso di Spesafacile.com potrai vedere fin da subito risparmi del 30%-50% rispetto a prima.

3) Analizza la bolletta del telefono dell'ultimo anno
Il telefono è sicuramente lo strumento di comunicazione più utilizzato e spesso incide parecchio sui nostri costi, soprattutto le telefonate col cellulare. Fermarsi un attimo a controllare le nostre spese e le offerte dei vari operatori telefonici può aiutarti molto nel ridurre spese non necessarie.

4) Abbassa la marca
Prova a comprare prodotti di una marca leggermente inferiore a quella che sei abituato; la qualità non ne risentirà molto, ma il portafoglio avrà notevoli vantaggi.

5) Cambia fornitore di elettricità e gas
Ormai in Italia siamo da mesi nella nuova era del mercato libero. Controllare le proposte dei vari operatori può essere un'attività molto interessante e risparmiosa.

6) Mangia economico
Uscire a mangiare è sicuramente piacevole e rilassante, ma aumenta di molto i nostro costi mensili. Una buona pianificazione delle pietanze da preparare per la settimana ci porterà via sicuramente del tempo, ma ci aiuterà a risparmiare molti soldi.

7) Elimina le cattive abitudini
Molti di noi una volta al supermercato non riescono a trattenersi dal comprare "cibo spazzatura" oppure precotti o preconfezionati, però così facendo andiamo a spendere inutilmente molto denaro. Anche il cosidetto "cibo spazzatura" può risultare piacevole al gusto lì per lì, ma costa molto e non è il massimo per la salute.

8) Sensibilizza i supermercati

Se in Spesafacile.com non trovi tutti i supermercati della tua zona e quindi non riesci a fare le giuste comparazioni e a risparmiare quanto veramente potresti (e ti garantiamo che il risparmio possibile è elevato!), devi fare presente al supermeracto che vuoi le sue offerte su Spesafacile.com.

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admin
Alcuni consigli per le pulizie di casa
04.03.2010 16:11:44

Non tutti sappiamo esattamente cosa fare per pulire una casa. In questo articolo allora, possiamo capire quali strumenti ci servono, come usarli e possiamo ricavare uno schema utile per sapere cosa pulire quotidianamente, cosa pulire settimanalmente, cosa mensilmente e infine per le pulizie stagionali. Inoltre consigli utili per usare la lavatrice, per stirare e per usare gli elettrodomestici utili alle pulizie in casa.

 

Siete appena diventati uomini single e abitate da soli? Avete appena traslocato in una casa con altri studenti? Siete alle prese per la prima volta con le operazioni casalinghe e non sapete cosa prendere per primo in mano? Volete evitare di vivere in un immondezzaio?

Qualche consiglio vi sarà utile per cominciare a capire cosa dovete fare e in seguito, semplici gesti vi aiuteranno a tenere pulito il vostro nido quotidianamente.

 

Il primo passo è capire cosa è necessario comprare per le pulizie di casa.
Mille detersivi, mille profumi, bastoni, scope, spugne…cosa scegliere?

L’essenziale da acquistare è:

 

- una scopa (o due se avete anche un ambiente esterno come balconi o terrazzi da pulire)
- un bastone per pulire a terra
- stracci per pulire a terra (da cambiare ogni 3 o 4 mesi)
- uno sgrassatore
- un anticalcare
- un disinfettante per il bagno
- un disinfettante per il wc
- il detersivo per i piatti
- un multiuso per la polvere e per i vetri
- una spugna per i piatti
- un panno per il lavabo della cucina
- un panno per le altre superfici della cucina
- una spugna per i sanitari del bagno
- una spugna a parte per il wc
- stracci, che potete ricavare da vestiti, tovaglie e tovaglioli che non usate più
- uno sgrassatore per pavimenti
- almeno 2 secchi
- un detersivo per il forno
- un panno apposito per il forno
- detersivo per i panni: lavatrice e/o a mano
- ammorbidente per i panni
- l’asse da stiro

Troppe cose? Poi vi diventeranno familiari, utili e indispensabili. Inoltre bisogna acquistare i detersivi specifici per particolari superfici che potete avere in casa:

- un prodotto per il parquet
- un antipolvere per il legno dei mobili preziosi
- il lavaincera per i pavimenti di marmo

Infine per le pulizie veloci e le situazioni SOS, comprate confezioni di salviette umidificate, antibatteriche, per i pavimenti o multiuso.

Per quanto riguarda gli strumenti per la pulizia, come scope, bastoni, stracci, spugne e panni, potete acquistarli dove costano meno: nei discount, nei negozi che una volta erano i Millelire, nei negozi di casalinghi, al mercatino sotto casa.

Per quanto riguarda i detersivi è meglio affidarsi a quelli di marca: i detersivi che si trovano nei discount ad esempio, hanno spesso odori pungenti e intossicanti, mentre quelli di marca hanno di solito profumazioni gradevoli e varie.

Le salviette umidificate invece potete acquistarle ovunque e di qualunque marca e sottomarca; sono efficaci in ogni caso.
Gli elettrodomestici utili per le pulziie in casa

Alcuni elettrodomestici, si sa, possono agevolare e velocizzare le pulizie in casa; vediamo quali sono veramente utili.

- l’aspirapolvere o la scopa elettrica, meglio se con aspirazione dei liquidi inclusa; più comode senza fili e senza sacco
- l’aspirabriciole, per superfici e cassetti che si riempiono spesso di briciole e residui vari
- la lavastoviglie
- la lavatrice
- il ferro da stiro

Per facilitarvi ulteriormente le cose, esistono poi altri elettrodomestici più avanzati e più costosi:

- l’asciugatrice per i panni, che può essere un tutt’uno con la lavatrice o esserne separata
- la scopa elettrica che lava e asciuga con una sola passata
- la macchina per stirare i panni
- l’"omino" per stirare le camicie

 

Pulizie in casa: cosa pulire tutti i giorni

Ebbene sì, ci sono cose che vanno pulite tutti i giorni. E’ questione di abituarsi a fare alcuni semplici gesti, pochi ma precisi, in momenti specifici della giornata.

appena svegli
aprite la finestra e fate prendere aria al letto. Prima di uscire rifatelo.

dopo il lavaggio mattutino
passate un panno imbevuto di disinfettante oppure una salvietta multiuso o antibatterica su sanitari e lavandino; questo è un gesto veloce e utile soprattutto se in casa ci sono altre persone (come altri studenti o amici conviventi)

ogni volta che usate un oggetto
rimettete a posto subito un oggetto dopo averlo utilizzato.

appena rientrate a casa
rimettete in ordine nel guardaroba gli abiti che vi togliete

dopo i pasti
lavate i piatti rigorosamente in questo ordine: prima bicchieri e posate, poi i piatti e infine le pentole; passate un panno e poi uno straccio sul lavandino per togliere il calcare, raccogliete le briciole dal tavolo con l’aspirabriciole o con un panno, passate un altro panno su tutte le superfici della cucina e passate la scopa a terra. Per avere un minor volume di piatti da lavare, utilizzate piatti e bicchieri di plastica: vi rimarranno solo posate e pentole da lavare a mano. Se avete una lavastoviglie, sciacquate le stoviglie e riponetele nell’elettrodomestico, ma non attaccatelo se non quando sarà pieno, il che potrebbe avvenire dopo qualche pasto. Attaccare la lavastoviglie mezza vuota sarebbe uno spreco di acqua ed energia. Attenzione: le stoviglie in legno (cucchiai per girare le pietanze in pentola, taglieri, etc), le pentole in rame, le posate antiche e i bicchieri di cristallo non vanno messi in lavastoviglie!! Si rovinerebbero quasi subito.

 

Pulizie in casa: cosa pulire una volta a settimana

Programmate queste pulizie nei vari giorni della settimana, in modo da non trovarvele accumulate a fine settimana:

i pavimenti
vanno prima spazzati o aspirati (o entrambi se sapete di aver sporcato molto), poi muniti di un secchio con acqua e detersivo diluito e un altro per strizzare lo straccio, passate quest’ultimo su tutto il pavimento con il bastone; se il pavimento è tanto sporco ripetete l’operazione un’altra volta, dopo che il pavimento si è asciugato. Se avete un parquet passate il prodotto apposito. Se avete un pavimento in marmo, dopo aver lavato, passate il lavaincera seguendo le istruzioni che trovate sulla confezione: diluito o diretto, il lavaincera aiuta a lucidare e a rendere brillante il vostro pavimento.

il bagno
va pulito a fondo. Passate con un panno lo sgrassatore, l’anticalcare e il disinfettante sui sanitari, con uno straccio imbevuto di multiuso o di detersivo per i vetri pulite gli specchi, mettete il disinfettante per il wc e dopo averlo lasciato agire per qualche minuto, olio di gomito nella tazza con la spugna apposita per scrostare. Pulite e disinfettate (se necessario lasciandolo a bagno nella candeggina o nel disinfettante per qualche mezz’ora) lo scopino per il wc. Infine lavate il pavimento dopo averlo spazzato e cambiate gli asciugamani.

il soggiorno
con un panno o uno straccio ( o con il piumino) imbevuto di multiuso o antipolvere, togliete la polvere da tutte le superfici: mobili, tv, libri, piani di lavoro e di appoggio, soprammobili, foto; date una passata anche a interruttori, quadri e maniglie delle porte

la cucina
pulite il forno con il detersivo apposito, seguendo le istruzioni riportate sulla confezione: utilizzate un panno solo per questa operazione. Svuotate e pulite il frigo con un panno imbevuto di sgrassatore o multiuso e se necessario passate l’aceto con un panno: aiuta a togliere gli odori sgradevoli. Passate un panno imbevuto di multiuso o sgrassatore sulle ante dei mobili e su tutte le superfici della cucina. Lavate e disinfettate la pattumiera. Passate l’anticalcare sul lavello della cucina

gli esterni
Scopate e lavate i balconi o il terrazzo (se è estate; in inverno potete farlo più sporadicamente)

 

Pulizie in casa: cosa pulire una volta al mese

Queste richiedono più tempo e conviene programmarle nelle giornate un po’ più vuote, sempre per non trovarle poi accumulate.

1 – lavate con un multiuso o un prodotto specifico, tutti i vetri di casa, dentro e fuori

2 – pulite i divani in pelle con un latte particolare; sfoderate quelli sfoderabili e lavate la fodera (e poi rimettetela ancora umida: questo permetterà alla fodera di stirarsi senza ritirarsi); battete i cuscini di quelli non sfoderabili e passateci l’aspirapolvere se l’avete

3 – lucidate i mobili se sono pregiati

4 – spostate i mobili che non si spostano mai: pulite dietro ad essi, scopate a terra negli
angoli più reconditi, passate stracci e panni con sgrassante in cima ai pensili e sopra i lampadari

5 – passate i tappeti in acqua e aceto bianco

6 – togliete le tende e lavatele secondo le indicazioni d’etichetta; riappendetele ancora bagnate, per evitare poi di doverle stirare

7 – fate ordine negli armadi: guardaroba, cassettiere, librerie, pulendo con panno e multiuso ante e ripiani

8 – se avete un frigorifero vecchio tipo, togliete il cibo, riponetelo in contenitori salvafreschezza o borse frigo, staccate il frigo e fatelo sbrinare. Non scordatevi di mettere degli stracci per terra intorno al frigo stesso, perché il ghiaccio si scioglierà producendo molta acqua. Infine pulitelo e rimettete i prodotti freschi nel frigo

 

Le pulizie stagionali

1 – dal freddo al caldo: portate a lavare o lavate coperte, piumoni e cuscini

2 – fate il cambio di stagione negli armadi; se avete tempo tutto quel che mettete via, lavatelo, stiratelo e piegatelo prima di riporlo in contenitori antipolvere; magari scartate quel che non mettete più: donatelo alla Parrocchia o alla Caritas, i vestiti sono sempre utili a chi ha più bisogno

3 – mettete a posto il ripostiglio

4 – pulite eventuali box e cantine con sacchi, palette, secchi e spazzolone; buttate via le cose inutili

5 – pulite il materasso: battetelo se è in poliuretano o a molle, passateci l’aspirapolvere se è in lattice, sfoderatelo e lavate la fodera se il materasso è sfoderabile


Alcune cose da ricordare quando si fanno le pulizie in casa

per togliere il calcare è necessario passare un panno umido oppure imbevuto di anticalcare sulla superficie del lavandino e sulla rubinetteria; oppure, se il calcare è tanto, spruzzate direttamente l’anticalcare sulle parti da scrostare e lasciatelo agire qualche minuto: poi passate il panno; dopo, l’anticalcare va sempre sciacquato abbondantemente e infine non scordatevi MAI di passare uno straccio per ASCIUGARE. Quest’ultima operazione è fondamentale per evitare che rimangano le macchie delle goccioline d’acqua.

Per sgrassare macchie difficili, spruzzate lo sgrassatore direttamente sulla macchia e lasciatelo agire qualche minuto. Poi passate un panno e dopo asciugate

Per lucidare il pavimento esistono principalmente due modi: spruzzare il lavaincera direttamente sul pavimento e passare un panno umido, cercando di non passare sopra gli stessi punti; diluire il lavaincera in acqua e passarlo come un detersivo normale per i pavimenti. In entrambi i casi, prima di camminare di nuovo sul pavimento, aspettate un bel po’: il lavaincera deve essere perfettamente asciutto, altrimenti appiccica sotto ai piedi e lascia le impronte delle ciabatte

Se avete mangiato uova o pesce, le stoviglie che ne sono venute a contatto, lavatele per ultime: dopo averle passate col detersivo per i piatti, ripassatele con un detergente profumato, per togliere l’odore sgradevole che rimane impregnato.

Per rendere più comodo il lavaggio del pavimento, fate un buco nel centro dello straccio e infilatelo nel bastone, avvolgendone poi la spazzola, così lo straccio non scapperà

Se usate il mocho al posto del bastone e dello straccio (più comodo e veloce ma meno efficace) ricordate di cambiare spesso l’acqua nel secchio e di cambiare una volta ogni 3 o 4 mesi la testa del mocho stesso

 

I panni e la lavatrice

La lavatrice, questa sconosciuta. Esistono ormai tanti tipi di lavatrici con tanti programmi e funzioni: il risultato è che la lavatrice, la prima volta che la avviciniamo, ci appare come un mostro che non sappiamo controllare. Innanzitutto leggete bene le istruzioni.
Poi ecco qualche semplice consiglio per renderci la vita più facile con la lavatrice:
la biancheria intima lavatela a 90 gradi, ovviamente senza mischiare i colori

i vestiti e la biancheria di casa che non hanno indicazioni alternative, potete lavarli tutti insieme a 30 gradi, nel qual caso vengono tolti solo gli odori e non le macchie; oppure a temperature più alte utilizzando i panni salvacolore, che devono mettersi all’interno dell’oblò assieme ai panni stessi

se ci sono macchie particolari su panni che volete lavare a 30 gradi con gli altri, fate un prelavaggio con agenti smacchianti, seguendo le istruzioni di questi ultimi; poi mettete in lavatrice normalmente

usate l’ammorbidente per avere un risultato non troppo “rigido” e “ristretto”

se la lavatrice ha un programma chiamato più o meno “stiraggio facile”, utilizzatelo

se la lavatrice non è completamente piena, utilizzate l’opzione “mezzo carico”

passate uno straccio sui fili per stendere

dopo la lavatrice, sbattete bene i panni in modo da allargarli e stendeteli nel modo più esteso possibile: questo vi eviterà alcune fatiche durante la stiratura

le mollette posizionatele nei punti meno visibili dei vestiti, perché potrebbero lasciare dei segni: sotto le maniche nelle maglie e nelle camicette; nel cavallo per i pantaloni
Per lavare i panni a mano invece, munitevi di sapone di Marsiglia e detersivo per lavare a mano: passate il sapone con olio di gomito e poi lasciate il panno a bagno per qualche minuto in acqua e detersivo. Strizzate bene e stendete.

 

Stirare

Impresa ardua anche per le casalinghe più esperte.

Piccoli consigli per svolgere il minimo indispensabile.

Se prendere il mucchio della roba da stirare e stirarlo tutto in una volta davanti alla tv proprio non vi va, piegate e riponete gli abiti nel guardaroba e nei cassetti senza stirarli.

Al momento di prenderli per usarli, stirateli al volo.

L’operazione vera e propria:

munitevi di uno spruzzino contenente acqua o un amido

quando accendete il ferro, mettetelo sulla temperatura indicata per il tessuto da cui dovete cominciare: controllate l’etichetta di ogni vestito, vi darà indicazioni sulla temperatura apposita

aspettate che il ferro sia caldo e cominciate

metteteci forza e se proprio alcune pieghe non vanno via, spruzzate del vapore oppure l’acqua e l’amido sulla piega stessa e poi passateci il ferro

per le camicie, stirate prima colletto e maniche e poi il resto

per le maglie: infilatele nella parte arrotondata dell’asse, per stirare un lato alla volta; si evita di formare pieghe dall’altro lato

se il tessuto non contempla la stiratura col ferro, utilizzate uno straccio tra il panno e il ferro come protezione: il ferro così non si appiccicherà ai vestiti
Ricordate di non lasciare mai il ferro sui panni per più di qualche secondo: brucereste tutto!!

 

Se pulire vi deprime: consigli utili per far pesare meno le pulizie in casa

Se pulire per voi è proprio un grande sforzo (ma pur sempre da fare!!), quando lo fate accendete la musica dallo stereo o tenetevela nelle orecchie con gli auricolari: i gesti saranno più energici. Oppure pulite davanti al televisore, guardando magari le puntate registrate di qualche film o fiction rimasta in sospeso.

Ricordate anche che pulire significa fare esercizio fisico e perdere calorie: “lo zen della scopa”, di Sophie De Vauréal, è un libro che spiega come farlo nel modo migliore.
Per gli amanti del design, degli oggetti alternativi, dei colori sgargianti, il suggerimento è di comprare oggetti ed elettrodomestici per pulire dall’estetica accattivante: vi aiuteranno ad accostarvi alla pulizia con più voglia!

Fonte: www.guidaconsumatore.com



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I prodotti base per l'alimentazione della famiglia
25.02.2010 15:45:15
Ci sono alcuni elementi essenziali della cucina e dell'alimentazione che vale la pena avere sempre;  alimenti semplici che costituiscono la base di molti piatti e possono essere serviti in tutti i modi. Ecco qui una lista di alcuni alimenti sani che sarebbero da includere sempre nella spesa settimanale...


> Patate - Sono una fonte eccellente di carboidrati, indispensabili per le famiglie in continuo movimento, e possono essere preparate in una moltitudine di modi.

> Patate dolci - Per cambiare, si possono provare le patate dolci al posto delle solite patate. Sono piene di vitamine e sali minerali.

> Carote - In torte o secondi, al forno o crude, le carote possono essere utilizzate in tutti i tipi di ricette e sono in grado di fornire una dose mega di beta-carotene.

> Pesce - Il pesce è un alimento versatile - veloce da cucinare, con una vasta gamma di sapori e consistenze e con abbondanti benefici per la salute, è la soluzione perfetta per le mamme intente a cercare di preparare un pasto veloce, gustoso e nutriente.

> Uova - Veloci e salutari... estremamente versatili e ricche di proteine essenziali, le uova sono un alimento vero: fritte, sode, strapazzate, in camicia, oppure ingrediente di infinite ricette...

> Mele - Disponibili durante tutto l'anno e coltivate in molte varietà, le mele si possono mangiare in ricette dolci e saporite, crude o al forno, per esempio, in una classica torta di mele.

Fagioli, legumi e lenticchie - Non solo i fagioli e lenticchie ci danno una sensazione di sazietà, ma sono anche gustose, economiche e sane! I legumi secchi sono più economici delle conserve.

> Erbe e spezie - Erbe e spezie possono davvero rendere speciale il più semplice dei piatti e sono parte integrante della cucina mediterranea e asiatica. Scoprite in che modo si può aggiungere un po' di brio in più alla vostra cucina cercando in internet.

> Prima colazione a base di cereali
- Sappiamo tutti che la colazione si dice sia il pasto più importante della giornata. Aggiungere i cereali a questo pasto è importante, perché sono ricchi di sale e zucchero, elementi essenziali per far carburare il nostro organismo.

> Nozioni di base per una buona gestione della dispensa - Mantenete una buona scorta di prodotti base in un ripostiglio e aggiungete a questi ingredienti i freschi che andrete via via acquistando, in modo da cucinare pasti sani ed a buon mercato in pochissimo tempo.

> Stagionalità degli alimenti - Conoscere i tempi migliori per comprare frutta e verdura può aiutarci a fare esperienza, stimolare il gusto per cibi diversi e rendere molto più divertente e interessante l'alimentazione per tutta la famiglia (ed è anche più economico per il nostro portafoglio).

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Omogeneizzati
18.02.2010 10:18:22
omogeneizzatiGli omogeneizzati sono un ritrovato dell’industria alimentare che ci aiuta a risparmiare un sacco di tempo quando prepariamo la pappa ai nostri bambini… senza per questo privarli del nutrimento fondamentale alla loro crescita.

Cosa sono gli omogeneizzati

Gli omogeneizzati sono degli alimenti per neonati confezionati in condizione sterile, a base di frutta, ortaggi o carne, direttamente pronti per l’uso. Vengono prodotti sottoponendo le sostanze scelte ad una sofisticata procedura di omogeneizzazione che li renda digeribili dal delicato stomaco dei bambini molto piccoli, non oltre i dieci mesi di età.

Pro e contro degli omogeneizzati
Sono molto utili nei primi mesi di vita dei piccoli, nella fase cosiddetta dello svezzamento, in cui si sostituisce il latte con una soluzione nutrizionale pratico sotto diversi punti di vista: la mamma si trova a disposizione dei prodotti completi, sottoposti a rigorosi controlli e certificazioni, e funzionale a garantire un apporto completo a livello nutritivo; il bambino, dal canto suo, impara a conoscere nuovi sapori e a prendere così il primo contatto con tutto quel che il mondo esterno offre, a partire appunto dai generi alimentari.

La preparazione a livello industriale degli omogeneizzati è semplice, si tratta di ridurre la frutta o la carne in microparticelle, in sottilissima sostanza che contenga comunque inalterate le proprietà nutritive iniziali: in questo modo, una banana, ad esempio, che non potrebbe mai essere assunta da un bambino di sei mesi, diventa possibile da ingerire e anche da digerire, perché ridotta ad una dimensione in cui il suo stomaco è in grado di recepirla. Sempre con la dovuta cautela, è evidente.

La questione è delicata e i pareri discordanti non mancano. Numerosi i nutrizionisti uniti nel deprecare il diffuso ricorso agli omogeneizzati, in base al ragionamento per cui se lo stomaco del bimbo non è pronto per natura ad affrontare determinate sostanze, perché forzare i tempi creando degli alimenti trattati per la digestione? Per attenerci al nostro esempio, se il nostro bimbo di sei mesi non può digerire la banana, non c’è motivo di renderla digeribile mediante un procedimento industriale, piuttosto che attendere il naturale corso degli eventi e somministrargli l’alimento solo quando il suo stomaco sarà in grado di assumerlo senza ingerenze esterne, per così dire.

Il disappunto di questa corrente di pensiero si indirizza verso i genitori, verso le mamme in particolar modo, accusate di fare un eccessivo ricorso all’omogeneizzato per pura e semplice comodità personale. Si apre il vasetto e via, si ha la coscienza posto sopperendo alla mancanza di tempo con la varietà in termini di gusti, quando in realtà sarebbe opportuno utilizzarli in maniera episodica, quando non sussistono le condizioni necessarie per cucinare.

Gli estimatori sono invece persuasi che la sicurezza del prodotto faccia da contraltare a qualsiasi altra considerazione, in quanto ogni omogeneizzato è sottoposto ad una serie di controlli di igiene e qualità tanto più rigidi quanto più diretti a salvaguardare la salute dei bambini, sotto la guida peraltro del Ministero della Sanità, che aderisce a sua volta alle direttive dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Nel caso dei preparati a base di carne, questa proviene da allevamenti lontani da fonti inquinanti e poi è cotta attraverso un flusso di vapore surriscaldato e omogeneizzata a ciclo chiuso: ne consegue una ottima frammentazione della carne, presenza di sale in quantità minima, assenza di aria a vantaggio della digeribilità, niente conservanti o additivi vari, assoluta sterilità.

Anche il trattamento della frutta assicura le medesime proprietà, nella misura in cui la frutta fresca, priva di concimi chimici, viene colta al momento opportuno, al culmine della maturazione e in seguito arricchita con la vitamina C: l’omogeneizzato che ne deriva ha tutte le caratteristiche di un prodotto naturale.

E’ evidente che parte delle vitamine e delle proteine si perdono nel corso dell’intero procedimento, dalla precottura alla sterilizzazione, ed è per questo che l’alimentazione del bambino non deve essere incentrata esclusivamente sugli omogeneizzati, bensì alternata ad alimenti freschi.

Quando iniziare ad usare gli omogeneizzati
Il latte materno è sufficiente fino al sesto mese di vita di un neonato, dopodiché si inizia lo svezzamento, tipicamente con gli omogeneizzati a base di frutta. Per svezzamento si intende la fase in cui il bambino avverte esigenze di nutrizione più articolate ed è pronto ad iniziare il distacco dalla mamma, a partire dall’assimilazione di sostanze ’solide’ (solide rispetto al latte materno, non certo in senso assoluto).

Non esiste un omogeneizzato unico con valore assoluto nei diversi momenti di crescita del bambino, che avvengono in rapida successione nei primi mesi. Si può iniziare dal quarto mese, introducendo uno alla volta i nuovi alimenti a distanza di tre o quattro giorni l’uno dall’altro, al fine di verificare eventuali reazioni allergiche:

Verdure
Importanti perché contengono sali minerali e vitamine. Particolarmente indicati i fagiolini, le patate, le zucchine, le carote, gli spinaci, i legumi

Carne
Contiene il ferro e le proteine nobili. E’ buona norma iniziare da agnello, coniglio e tacchino, le meno allergizzanti, per poi proseguire, una volta saggiato il grado di tolleranza del bimbo, con il pollo, il manzo e il vitello

Frutta
Apporta vitamine, zuccheri, sali minerali, fibre. E’ uno degli alimenti più completi, tra i più indicati in questa fase. In genere si utilizzano albicocca, pera, pesca, ma soprattutto la mela, anche in combinazione con altra frutta

Cereali
La ricchezza di amido si tramuta in energia, rendendo la crema di riso il più indicato per iniziare, perché facilmente digeribile e poco allergizzante

Formaggio
Contiene calcio, fondamentale per la crescita delle ossa. E’ importante che si utilizzino varietà prive di polifosfati e arricchite con le vitamine, per aggiungere solo in seguito tipologia più saporite come il parmigiano reggiano.

La quantità consigliata di omogeneizzati
L’Istituto Nazionale della Nutrizione e La Società Italiana di Pediatria hanno stilato una serie di indicazioni generali relative ai cosiddetti LARN, i Livelli di Assunzione giornaliera Raccomandati di Nutrienti. Diventa pertanto semplice programmare i pasti del bambino, grazie alla definizione precisa di quanti grassi, vitamine, sali minerali, proteine, zuccheri gli sono necessari in un giorno.

Proteine. 10% del fabbisogno energetico giornaliero

Carboidrati. 55-60%

Grassi. 25-30%

Indispensabile accostare a questa riserva energetica l’acqua, i sali minerali e le vitamine
Attenzione, nessun alimento è indispensabile e, più che altro, tutti si possono sostituire. In caso di rifiuto della carne si può sopperire con il pesce, i latticini e le uova, mentre in caso di rifiuto delle verdure si rimedia facilmente con la frutta.

Come riconoscere un buon omogeneizzato.
I punti fermi per la produzione degli omogeneizzati sono:

l’igiene e la sicurezza negli stabilimenti produttivi

la qualità e il controllo delle materie prime

l’assenza di fertilizzanti chimici e additivi

l’equilibrio nutrizionale

una etichetta chiara, che contenga indicazioni sugli ingredienti, in termini di quantità e di valori nutrizionali, e le istruzioni per un corretto utilizzo

 

Guarda le migliore offerte su omogeneizzati

 

Fonte: www.guidaconsumatore.com



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Shampoo
11.02.2010 19:49:15
shampooLa parola “shampoo” fu coniata in Inghilterra nel 1762. Essa proviene dalla lingua Hindi, nella quale “champo” significa pressione, massaggio. Sempre in Inghilterra un certo Sake Dean Mahomed, proveniente da una famiglia musulmana del Patna (India), fu il primo ad aprire un bagno pubblico dove si effettuavano lavaggi ai capelli. In seguito i parrucchieri inglesi ottenevano lo shampoo bollendo del sapone tagliato nell’acqua e aggiungendovi erbe per dare ai capelli brillantezza e profumo. Si attribuisce a Kasey Hebert la vendita dei primi shampoo per le strade di Londra. In origine non c’era differenza tra lo shampoo e il sapone: entrambi erano prodotti da tensioattivi. Nel 1930 entrò in commercio “Drene”, il primo shampoo sintetico, del tutto diverso da una saponetta.

Elementi chimici che troviamo nello shampoo

Lo shampoo viene utilizzato per rimuovere lo sporco e altre particelle inquinanti che vengono trattenute nei capelli. La maggior parte degli shampoo contiene il sodio laurilsolfato, che è un agente sgrassante. Mischiato con l’acqua lo shampoo produce schiuma (più o meno a seconda delle tipologie), e diventa un tensioattivo anionico, che serve a rimuovere il sebo e a lubrificare il capello.

Il sebo è un olio prodotto dai follicoli dei capelli. In realtà questo (anche se antiestetico, perché forma una patina untuosa sui capelli), protegge la struttura dei capelli da eventuali danni e dagli agenti atmosferici. I tipi di tensioattivi più utilizzati negli shampoo sono: anionici, cationici, nonionici, anfoteri. Gli shampoo migliori presentano queste caratteristiche: giusta detergenza senza desgrassare; formano una ricca ma delicata schiuma; facile risciacquo; minima irritazione di pelle e occhi; bassa tossicità; biodegradabilità; Ph leggermente acido; non procurano danni ai capelli.

In America la FDA (Food and Drug Administration) ha stilato una lista di ingredienti che lo shampoo deve contenere. Inoltre il governo regola cosa i produttori di shampoo possono o meno reclamizzare tramite pubblicità. Per esempio, alcuni shampoo sono considerati in grado di proteggere i capelli dai danni dovuti ai raggi UV, oppure contenenti pro-vitamine, ma la loro efficacia è assai discutibile.

Struttura del capello

I capelli risultano composti da uno stelo o fusto, che è la parte che noi vediamo; la radice, che non è visibile e si trova all’interno della cute. Qui le cellule del capello subiscono un processo di indurimento che porta alla formazione del fusto; il bulbo, che è la parte più profonda del capello. Questo racchiude la papilla dermica, che serve a nutrire il pelo. Il fusto del capello è costituito da tre strati concentrici: il midollo, che costituisce l’anima del capello; la corteccia, che è la parte intermedia e racchiude i pigmenti che colorano i capelli; la cuticola, che è la parte più superficiale del capello, ed è formata da cellule che si sovrappongono l’una all’altra. La crescita dei capelli si verifica attraverso tre differenti fasi: anagen (di crescita), catagen (di involuzione), telogen (di riposo).

Uno shampoo per ogni tipo di capelli
Attraverso l’analisi del capello (o tricogramma), possiamo conoscere eventuali anomalie del ciclo fisiologico dei capelli e capire quali caratteristiche presentano. Quest’ultimo aspetto è assai importante, perché permette di scegliere i prodotti più adatti per la cura dei capelli. In linea generale, possiamo distinguere i capelli in: capelli grassi; capelli delicati; capelli colorati; capelli secchi; capelli opachi e sfibrati, capelli misti.

Capelli grassi
sono caratterizzati da un’eccessiva produzione di sebo. Le ragioni possono essere diverse: un’alimentazione scorretta, sbalzi ormonali, uso di shampoo troppo aggressivi e sgrassanti. Questo tipo di capelli andrebbe lavato almeno due volte alla settimana con uno shampoo specifico ed astringente. Come rimedio naturale si suggeriscono impacchi di noce ed ippocastano, noti per le loro proprietà astringenti). In alternativa utilizzare un impacco di argilla ogni 15 giorni con l’aggiunta di 3 o 4 gocce di olio essenziale disciolte in un cucchiaio di alcol. Applicare l’impasto così ottenuto sui capelli, lasciare agire per mezz’ora e poi risciacquare abbondantemente. Ci sono anche capelli grassi con forfora (o pitiriasi). In questo caso è utile un prodotto specifico per eliminare l’antiestetica “polverina bianca”. Come rimedio naturale si suggerisce di mescolare 5 gocce di olio essenziale di tea tree, rosmarino o eucalipto, con un cucchiaio di olio di jojoba. Frizionare a lungo il cuoio capelluto. Lasciare agire per 20 minuti, e poi effettuare un normale shampoo. Il trattamento – se ripetuto 1 volta a settimana per 1 mese – darà ottimi risultati.

Capelli delicati
sono quelli che si spezzano con più facilità e in cui è maggiormente visibile il problema delle “doppie punte”. Come rimedi naturali si consigliano lozioni e trattamenti a base di succo di ortica e succo di crescione e alcol a 95°. Per le doppie punte, utilizzare l’olio essenziale di rosmarino, aggiunto allo shampoo o al balsamo, che rinforza i capelli e rende più forti i follicoli. Anche l’alimentazione va curata per rinforzare i capelli. Vanno bene carote e cibi ricchi di vitamina A.

Capelli colorati
sono davvero tanti i trattamenti di colore che i capelli possono subire (meches, striature, colpi di sole). In genere oggi le tinture per capelli tendono ad essere più naturali e meno “chimiche”, ma comunque agiscono sui capelli provocando loro uno stress notevole. Per i capelli colorati bisogna utilizzare shampoo e balsamo specifici, per ristrutturarli e ammorbidirli. L’olio di cartamo è un ottimo rimedio naturale.

Capelli secchi
generalmente presentano un’eccessiva fragilità capillare. Cause di secchezza possono essere: il sole, l’uso di shampoo troppo aggressivi, utilizzo del phon, permanenti e tinture. Si consiglia di utilizzare uno shampoo a base di olii che ristrutturano il capello, e periodicamente applicare una maschera di bellezza per capelli secchi. Come rimedio naturale è indicato l’olio di oliva, che nutre e ammorbidisce i capelli, proteggendoli dallo smog e dagli agenti atmosferici. Anche un impacco a base di uova e olio di oliva va benissimo.

Capelli opachi e sfibrati
in genere si presentano piatti, senza lucentezza e vitalità. Come rimedi naturali si consigliano impacchi di birra, lozioni al rosmarino ed olio extravergine (da applicare e lasciare agire per circa due ore, poi procedere al risciacquo con un normale shampoo)Per dare lucentezza ai capelli si può anche diluire una piccola quantità di aceto in un bicchiere d’acqua e fare degli impacchi e frizioni prima o dopo il lavaggio dei capelli.

Capelli misti
sono quelli grassi alle radici e secchi sulle punte. In questo caso bisogna scegliere uno shampoo per capelli grassi, e applicare un balsamo nutritivo solo sulle punte.

Accorgimenti per la salute dei capelli
Le cause che danneggiano i capelli sono: i raggi del sole (per cui si dovrebbe evitare una prolungata esposizione nei mesi estivi), il vento, il freddo intenso, l’acqua salata, l’inquinamento atmosferico, il fumo di sigaretta, il riscaldamento troppo alto, i prodotti aggressivi, il cloro, la piega con il phon, lo stress, troppi alcolici e caffeina, mutamenti ormonali. Cosa invece li mantiene sani: un po’ di sano esercizio fisico, un’alimentazione sana ed equilibrata, respiri lunghi e profondi più volte al giorno, uso di prodotti con filtri protettivi, integratori dietetici come il betacarotene, vitamine B e C, omega 3, zinco e selenio. Effettuare l’ultimo risciacquo con acqua fredda per rendere i capelli più lucenti; tagliare o spuntare i capelli ogni 6-8 settimane, per renderli più forti ed eliminare le doppie punte; quando è possibile, asciugare i capelli all’aria senza utilizzare il phon; non lavare i capelli con acqua troppo calda, meglio una temperatura tiepida; non acquistare prodotti generici, ma adatti al proprio tipo di capelli. Farsi consigliare da un parrucchiere è sempre la cosa migliore.

Abbiamo chiesto al parrucchiere di parlarci di shampoo…
Per i capelli grassi
Con i capelli grassi, la pettinatura migliore è morbida, mossa e leggermente scalata. In questo modo le radici si sollevano dal cuoio capelluto e si sporcano di meno. Per quanto riguarda il colore, più è disomogeneo, meglio è. L’ideale sono le radici scure e le punte più chiare di almeno due tonalità. Meglio non usare un colore uniforme o troppo scuro, perché appiattisce la pettinatura.

Il segreto? Per rendere questo tipo di capelli più soffici e meno pesanti, bisogna evitare di passare in continuazione le mani tra le ciocche. Per pettinarli, è meglio mettersi sempre a testa in giù e usare una spazzola dai denti radi e abbastanza fini. In questa maniera i fusti si sollevano dal cuoio capelluto e acquistano più volume.

Per i capelli sottili
La caratteristica dei capelli sottili è di restare piatti sulla testa. Per sollevarli bisogna puntare su un taglio scalato. Per dare l’impressione di capelli grossi e corposi, vanno decisamente meglio le tinte scure (che quest’anno vanno particolarmente di moda) come mogano, bruno, cioccolato. L’ideale è giocare con una o più tonalità di colore.

Il segreto: se al risveglio i capelli sono “appiccicati” sulla testa basta soffiare aria fredda con il phon, tenendo la testa in giù. Fare questo gesto tutte le mattine prima di uscire, dopo aver applicato i prodotti per lo styling.

Per i capelli crespi
Se si vuole rendere i capelli più “disciplinati”, è meglio tenerli lunghi, almeno 10 centimetri sotto le spalle. Niente riga di lato, ma quella in mezzo, che appiattisce ulteriormente.
Per i capelli crespi ci vogliono colori scuri, che danno compattezza alla pettinatura.

Il segreto: quando i capelli sono molto crespi e gonfi, è meglio non usare schiume. Diventano più morbidi e densi, e permettono di dare forma alla pettinatura con maggiore facilità.

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Il tè contro la cellulite
04.02.2010 20:54:58

25wgszbkPer quale motivo il tè aiuta nella lotta contro la cellulite?
La domanda è di quelle importanti, perchè il problema non è da poco e comprendere appieno le potenzialità dello ’strumento’ può essere decisivo.

I motivi sono sostanzialmente due: tutti i tè di buona qualità contengono sostanze che aumentano la produzione e la durata di azione dell’adrenalina, che è un ormone impegnato nella scissione dei grassi e nella loro liberazione dai tessuti adiposi. L’azione combinata della teina e dei polifenoli (sostanze dall’alto potere antiossidante) provoca la termogenesi, intensificando il consumo di energia.

Inoltre, occorre ringraziare i tannini, dei composti fenolici che limitano l’assorbimento delle calorie a livello intestinale, evitando così l’accumulo di grasso anche a fronte di pasti impegnativi.

Sembra che la quantità corretta -per l’obiettivo di contrastare la cellulite- sia di 3 tazze al giorno. Tale dosaggio garantirebbe una stimolazione del metabolismo dei lipidi sufficiente per eliminare i grassi in eccesso.
Gli studi e le prove per supportare questa teoria non mancano, in tutto il mondo sono stati compiuti e si continuano a condurre studi per accertare le reali potenzialità del tè e scoprirne eventuali nuove virtù, considerato che la bevanda offre di continuo nuovi spunti.

Uno studio decisamente a favore risale ad alcuni anni fa ed è stato condotto da un primario di gerontologia su un gruppo di pazienti a cui ogni giorno per 1 mese ha somministrato per l’appunto 3 tazze di tè. Ebbene, il 26% è dimagrito da 1 a 2 chili, mentre il 16% anche più di 2. Il tutto senza prescrivere alcuna dieta dimagrante.
L’esperimento è stato condotto con il tè Tuo-cha, una particolare varietà di tè nero respertibile nelle erboristerie più fornite, ma l’azione anti-ciccia non è una sua prerogativa, bensì un merito che appartiene a tutti i tipi di tè, senza distinzioni.

Da ricordare inoltre che il tè abbassa notevolmente il livello di colesterolo e quello dei trigliceridi nel sangue: un 2+1 da non perdere.

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Piccola guida sui sughi
28.01.2010 16:29:06

sughiCosa rende davvero speciale la pasta? Il sugo naturalmente! Ma chi è nato prima tra i due? In questo caso non ci sono dubbi: prima la pasta e poi il sugo. Solo che con il passare del tempo il suddito si è elevato di rango e ha deciso che si, la pasta sarà anche la regina indiscussa della dieta mediterranea, l’emblema della cucina italiana nel mondo, ma da sola perde gran parte del suo appeal.

Gli spaghetti con il sugo e il basilico sono famosi e apprezzati in ogni dove, e il sugo non svolge un ruolo marginale. All’inizio della sua carriera, il sugo era naturale. Si trattava di sugo nel senso più stretto del termine: pomodoro e poco altro, ossia olio e basilico. Era il condimento per eccellenza, e per quanto nel corso dei secoli sia stato affiancato da altre specialità, è innegabile che rappresenta, come si dice a Roma, ‘la morte sua’.

Poi è arrivato il formaggio, nel senso che qualcuno ha avuto la brillante idea di associarlo al sugo, e in breve tempo il cacio sui maccheroni diventa un imperativo categorico. Si tratta a tutti gli effetti del primo condimento in qualche misura elaborato, poiché al gusto semplice del pomodoro si associa quello del formaggio e non di un solo tipo, in quanto si spazia dal parmigiano al pecorino al caciocavallo allo strutto, a seconda dei gusti.

L’unicità perde terreno per la prima volta: ora il sugo si compone di due elementi, che convivono peraltro serenamente, senza problemi di spazio. Il matrimonio durerà per anni e per secoli, e ancora oggi la pasta con ‘la pummarola’ rappresenta un must irrinunciabile.

I sughi bianchi

Nel Trecento erano in uso diversi tipi di condimenti, come le spezie: dalla cannella allo zenzero, dallo zafferano ai chiodi di garofano, queste spezie diventano in breve la discriminante fra le tavole ricche e quelle povere. Sono i poveri a condire la pasta con cipolla, aglio, e/o broccoli, perché i ricchi si deliziano con le spezie provenienti dall’Oriente.

Poi arriva lo zucchero e, per quanto con il senno di poi possa apparire assurdo, è subito successo. E attenzione, lo zucchero non era utilizzato da solo, ma insieme ad altri condimenti, sopra il sugo, come ora si mette il parmigiano. Ma non solo: si trova lo zucchero addirittura all’interno della pasta ripiena, come i ravioli e i tortelloni.

Si deve attendere il Rinascimento per la comparsa dei primi sughi come li conosciamo noi, quindi basati su ragù di verdure o di carne. Qualche esempio? Il sugo di lepre per condire le pappardelle (ancora oggi apprezzato emblema della cucina tradizionale); l’agliata, composta da un misto di aglio, pane molle e noci (antesignana del moderno pesto); la salsa verde basata su un mix di erbe aromatiche.

Si inizia a parlare quindi di sughi in qualche misura elaborati, anche perché in breve si fanno strada le ricette regionali, o meglio, piatti tipici di alcune zone geografiche. Da un monastero perugino, ad esempio, arrivano i maccheroni alla salsa di noci, mentre da Asti il ragù di carne di agnello, realizzato con cipolle e sedano, prezzemolo e carote, e vino bianco, e ancora, da Genova i ‘maccheroni alla genovese’, con parmigiano e rucola.

I sughi rossi

Poi, un giorno, il pomodoro diventa unico protagonista, nonostante al suo arrivo dall’America non riceva una grande accoglienza e per lungo tempo sia considerato addirittura una pianta velenosa. Il merito del suo utilizzo è da attribuire al napoletano Ippolito Cavalcanti e al suo manuale di Cucina teorico pratica in cui compare per la prima volta in assoluto la ricetta delle ‘vermicelle con le pommodore’. E’ l’inizio di un’era e la pietra miliare di un classico senza tempo.

La pasta condita con il sugo semplice, a base di pomodoro fresco, fa il giro dell’Italia e viene adottata da tutte le regioni senza sostanziali differenze tra l’una e l’altra, se non nella scelta del tipo di pasta, e nel 1890 un nuovo libro viene a formalizzare non solo la ricetta dei ‘maccheroni alla napoletana’ ma anche nuove proposte di condimenti. L’autore, Pellegrino Artusi, allude a ragù alla bolognese, alla selvaggina, al pesce che dopo secoli di disprezzo (per via delle sue origini non aristocratiche) entra a testa alta nelle case della gente, e alle verdure.

Siamo ormai nel Novecento e la parola d’ordine è ‘creatività’. Non esiste un solo sugo, non esiste una ricetta migliore di altre, bensì tante soluzioni quante ne detta l’estro culinario. Bianco e rosso, carne e pesce, verde e colorato: sulla tavola e sulla pasta c’è posto per tutti i tipi di sugo…e ancora siamo a quelli preparati in casa. Presto in commercio faranno la loro comparsa i sughi pronti, in corrispondenza della modernizzazione e dei processi evolutivi della società, per cui a tempi sempre più ristretti e a spazi sempre più spesso sottratti alla cucina, sopperiranno le aziende che cucinano al nostro posto.

Lavori tutto il giorno e quando rientri non sempre hai tempo e voglia di preparare appetitosi sughetti? Basta comprarli e la scelta è decisamente ampia.

Cucina tipica: a ogni regione il suo sugo

Se c’è una cosa sulla quale l’Italia è divisa, è la cucina.

E’ vero che poi tutte le specificità confluiscono in un unico bagaglio culinario comune al belpaese, ma di certo ogni regione, e non solo, spesso anche le province, ha delle ricette proprie, che considera tesoro esclusivo e parte della propria storia. E per quanto i maccheroni al sugo vengano mangiati anche al nord, sia ben inteso che si tratta di patrimonio del sud.

Al Nord impera la pasta ripiena, dai tortellini ai ravioli ai tortelli e il sugo prediletto è bianco. Imperativo categorico è la semplicità, il condimento tipico burro e formaggio. Non si può neanche parlare propriamente di sugo, se non facendo una passeggiata in Piemonte, dove i tartufi di Alba deliziano con la classica ‘spolveratina’ sulla pasta appunto semplice, e il ‘sugo di arrosto al brucio’, vera specialità regionale.

In Veneto compare anche il rosso, con il sugo ‘alla sbirraglia’, fatto con le interiora, e con il sugo d’anatra, abbinato ai bigoli che sono un qualità di pasta tipica della zona.

Scendendo in Emilia Romagna, l’ordine un po’ freddino imperante nel Nord, caratterizzato da rigore contenutistico e stilistico nel condimento e nella scelta di pasta e sugo, la situazione si fa più calda e vivace, grazie al ragù alla bolognese. A ben vedere, si tratta di un sugo semplicissimo, realizzato con i pelati e un cucchiaio di pomodoro concentrato, eppure in breve tempo ha travalicato i confini cittadini e regionali per diffondersi con successo in tutto il paese. Le fettuccine alla bolognese sono l’emblema di una cucina genuina, salutare, ‘casareccia’ e di quel mangiar sano meno attento alla forma e più alla sostanza: di sicuro i tortelli burro e parmigiano si addicono ad un contesto elegante, fine, mentre per un’occasione conviviale più rustica un piatto ‘disordinato’ di fettuccine colme di ragù è senz’altro più indicato.

Nel Centro Italia, ancora sugo rosso.

A Roma i piatti tipici non mancano: i rigatoni alla pajata (intestino del vitello da latte più sugo), gli spaghetti alla carbonara (uova e pancetta), i bucatini all’amatriciana (guanciale, pomodoro e pecorino), gli spaghetti aglio olio e peperoncino, le pendette cacio e pepe.

Se non si è delicati di stomaco, c’è da stare allegri. Ancora una volta, le ricette sembrano adattarsi all’ambiente circostante, alla ‘popolazione locale’…

Nelle Marche compare finalmente il pesce, con sughi a base di triglie e calamari e, più in generale, sulle salse marinarie che tanto riscuotono successo grazie al loro sapore delicato e sfizioso. In Umbria si ripresenta il tartufo e gli ‘stringozzi’ al tartufo nero diventano il simbolo di Norcia, mentre in Abruzzo e Molise si punta sul semplice e sostanzioso, del tipo ragù di maiale e di agnello con ricottoa o pecorino.

Il Sud è il regno della fantasia.

Qui c’è spazio per il pomodoro e basilico fresco, ma anche per gli spaghetti con le vongole (niente sughi, solo la semplicità del pesce), per le orecchiette alle cime di rapa tipiche della Puglia, per gli spaghetti alla Norma catanesi, vero emblema della commistione tra sapori diversi, poiché al pomodoro fresco si aggiungono le melanzane e la ricotta grattugiata.

Ancora in Sicilia, la pasta con le sarde (simili alle acciughe) e con il nero di seppia, e il pesto alla trapanese, preparato con olio, aglio, basilico, pomodoro, mandorle e, a scelta, pecorino o ricotta salata.


E poi ci sono i sughi trasversali, quelli di cui non sono tracciabili i natali con precisione, ma che tutti conoscono: le pendette al salmone e alla vodka, le farfalle con zucchine e gamberetti, le fettuccine funghi e salsiccia, gli spaghetti mari e monti.

Gli esempi citati evidenziano la tendenza, tipica degli ultimi anni del secolo scorso, a quella che è stata definita ‘cucina fusion’, in cui gli stili e gli ingredienti appunto si fondono e appunto il pesce si lega senza impaccio alla carne e alle verdure.

Intanto è sbocciato il mercato dei sughi pronti. Abbiamo detto che le donne trascorrono meno tempo in casa, che quando rientrano ne hanno spesso poco a disposizione e devono ripartirlo fra diverse attività.

Attualmente sono disponibili infinite varietà di sugo, dal semplice al complesso: va da sé che l’attenzione si concentra su quelli difficili o laboriosi da preparare: il ragù di cinghiale è evidentemente più problematico di un sugo al pomodoro.

Va detto che i sughi pronti sono oggetto di critica da parte dei dietologi e dei cultori dell’alimentazione sana, perché contengono molte calorie e spesso una proporzione ridotta degli ingredienti caratterizzanti rispetto all’olio, ed è in effetti sempre consigliabile fare attenzione agli ingredienti sull’etichetta…ma comunque nessuno è perfetto e a volte si è costretti a contrabbandare la naturalezza con le esigenze della vita quotidiana.

Fonte: www.guidaconsumatore.com



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admin
Che stress la pancia gonfia
21.01.2010 21:17:49

pancia-gonfia1Altro che ombelico del mondo…A volte la pancia sembra un mappamondo, anche a fronte di uno stile di vita corretto.

Come mai neanche la cura dell’alimentazione è sufficiente?
L’attenzione nel mangiare non sempre aiuta la pancia a sgonfiarsi, anzi, a non gonfiarsi roprio, perchè esiste purtroppo un disturbo molto odioso chiamato meteorismo intestinale. Si tratta di un particolare processo per cui nell’intestino si assiste alla formazione di gas dopo mangiato, e la conseguenza è che l’addome si distende e diventa teso e duro.

In alternativa al meteorismo intestinale, c’è la colite a rendere la vita difficile all’addome: anche qui, la pancia si gonfia, ma soprattutto in relazione a determinati alimenti, ed oltre al gonfiore si accusano altri sintomi, come la stitichezza e la diarrea, che si alternano in modo variabile.

O ancora, la motivazione può essere da ricercare in una delle intolleranze alimentari che da qualche tempo spopolano, nel senso che tutti risultiamo intolleranti a qualcosa, il che tutto sommato non è granchè sorprendente. Anche in questo caso, dopo l’infiammazione rispetto ad un alimento, puntuale come un orologio arriva il gonfiore addominale, che persiste fino a che si introduce l’elemento di disturbo, e in qualche modo lo denuncia.

Quando non si è in presenza di disturbi importanti, si può ricorrere ad alcuni rimedi naturali che aiutano ad attenuare o ridurre il gonfiore, alla luce del fatto che dal punto di vista estetico può rappresentare una fonte di disagio. Non è infrequente infatti che la pancia gonfia riguardi persone magre, ed oltre al fatto che risulta fastidiosamente visibile, comporta una sensazione di disagio rispetto al benessere generale.

Allora, il rimedio naturale più utilizzato nel caso del meteorismo intestinale e della generica pancia gonfia è il carbone vegetale, che aiuta appunto ad eliminare aria. Viene in tal senso usato anche a seguito di interventi condotti con la tecnica della laparoscopia, per far uscire dall’intestino l’aria introdotta artificialmente.

A seguire, il finocchio, diuretico e ’sgonfiante’, che il pregio di poter assunto senza ricorrere alle capsule, perchè con i semi di finocchio si può preparare la tisana, mentre il finocchio nella sua interezza può essere inserito nell’alimentazione, come contorno o come elemento delle insalate.

Sulla stessa falsariga, l’argilla, il lievito di birra e i fermenti lattici, tutti impegnati sul fronte della normalizzazione della flora batterica e del gonfiore intestinale.

Attenzione, come sempre, ad evitare il fai da te, per utilizzare al meglio questi rimedi naturali e trarne il massimo beneficio.

 

Fonte: www.guidaconsumatore.com



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Cucinare in economia
14.01.2010 13:05:11
Come puoi preparare del cibo buono e salutare, risparmiando? Segui questi semplici consigli.


Preparare i pasti da zero
Lascia i cibi pronti sugli scaffali del supermercato. Se possono sembrare delle ottime soluzioni, soprattutto per risparmiare tempo, andando poi a leggere l'etichetta ti accorgerai che, per esempio, se compri dei bocconcini di pollo, in realtà la percentuale di pollo non è affatto come se quei bocconcini li avessi fatti te, e alla fine puoi capire come in realtà stai risparmiando tempo, ma sicuramente non soldi e non salute.

I produttori riescono a rendere il loro cibo a buon mercato utilizzando componenti di qualità appena sufficiente per poter essere venduti e abbondando in addittivi per coprire la scarsa qualità e migliorare il sapore.

Se sei molto attento alla qualità del cibo, evita i cibi pronti.

Il legame tra una buona dieta e la salute e capacità di apprendere dei nostri figli è dimostrata da svariate ricerche. Tutti noi vogliamo dare del buon cibo ai nostri figli così che possano rendere al meglio a scuola e quando giocano... per ottenere i migliori risultati è meglio che abbandoni i cibi preparati e cucini personalmente...ecco qui alcuni consigli di normali consumatori:

"Non farti attirare dai formaggi pre affettati, perché di norma sono di peggiore qualità...invece compra un bel pezzo e affettalo o grattugialo te. Non farti neanche attirare dalle patatite...compra un bel sacco di patate e preparale te. Io preparo personalmente le patatine, con un costo molto ridotto rispetto a quelle già pronte e poi le surgelo così da poterle consumare per diverse settimane." Nicola.

"La macchina del pane è un ottimo modo per abbattere il costo del pane. E' possibile acquistare grandi quantitativi di farina direttamente dai produttori. E' più conveniente usare una macchina del pane che riscaldare il forno fino alla temperatura molto alta (e molto costosa) che sarebbe necessaria per cuocere il pane; in più è possibile anche impostare il timer e avere il pane caldo per i pasti. Diverse macchine del pane fanno anche gli impasti per la pizza. Il risparmio che puoi ottenere facendo il pane in casa è molto elevato!" Angela.

"Devo cucinare avendo a disposizione un budget molto basso, così quando vado a fare compere mi dirigo subito verso lo scaffale dei cibi a breve scadenza e verso le promozioni migliori che mi ha segnalato www.spesafacile.com; appena arrivata a casa cucino subito e congelo quello che ho preparato, in modo da poter poi utilizzare tale cibo per diversi giorni a seguire. Questo è iol modo in cui riesco a dare da mangiare alla mia famiglia cibo sano ad un costo molto basso." Manuela.

Pianifica per tempo
Decidi cosa mangiare durante la settimana prima di andare a fare la spesa.

Alcune cose da considerare quando pianifichi i pasti della settimana successiva:

Vi sono dei barattoli di prodotti alimentari nella dispensa che è possibile integrare nel tuo pasto questa settimana?
Hai qualche avanzo del week-end?
Ci sarà un qualche componente della famiglia che sarà via? Se è così regola la quantità di cibo che acquisterai.

Scrivi la lista della spesa, magari puoi stampare quella che hai fatto inserendo i prodotti nel carrello usando www.spesafacile.com e non divagare ... non lasciarti tentare dai prodotti negli scaffali quando sei al supermercato!

Evita sprechi alimentari
Se hai fatto un po' troppo cibo, non buttarlo via. La maggior parte del cibo si mantiene perfettamente per 2 giorni conservato nel frigo (non il pesce o i frutti di mare!). Congela il cibo cotto, così da poterlo mangiare più avanti.

Raddioppia le quantità di avanzi che andrai ad usare per cucinare e congelane metà, così da avere una scorta per il mese. Ecco qui alcuni suggerimenti per riciclare gli avanzi.

Conserva gli avanzi in un contenitore sigillato nel frigo o in un piatto coperto con la pellicola trasparente.

Anche se ti è rimasta solo una piccola quantità di cibo, pensa a come si potrebbe usare in modo creativo in uno spuntino, o come parte di un altro pasto.  Pezzi di pollo potrebbero essere usati per farcire un panino o col riso o insieme a delle patate. Saltati in padella è un'altra possibilità.

Non cuocere nuovamente il pesce e non riscaldare nulla più di una volta.

Se hai cotto troppo riso, raffreddalo il più in fretta possibile (entro un'ora) e tienilo in frigo per non più di un giorno.

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Ok alla dieta disintossicante
07.01.2010 21:26:50

owk54anxLa dieta disintossicante è una di quelle che funzionano, a patto di farla per bene, senza eccedere e commisurando lo sforzo ai risultati.

I risultati non riguardano tanto il dimagrimento, nel senso che la dieta disintossicante non serve proprio a dimagrire, bensì ad eliminare le tossine che certo non fanno bene al corpo.
L’accumulo delle tossine è sconsigliato, anche perchè si traduce per molte donne nel più odioso degli inestetismi, quella cellulite che affligge un numero immenso di ragazze e donne.

Diciamo che un giorno alla settimana potrebbe essere dedicato alla disintossicazione, per cui questo tipo di dieta consiste essenzialmente nell’attenzione per il proprio corpo a prescindere dal numero di calorie degli alimenti, perchè a volte ciò che occorre per stare bene è semplicemente un occhio di riguardo -per così dire- al tipo di cibo che introduciamo nel nostro corpo.

Gli ingredienti della dieta disintossicante sono semplici e di facile intuizione: frutta e verdura. La mela, la pera, l’ananas, i mandarini, le arance,le fragole, le ciliegie sono frutti che aiutano il corpo ad eliminare liquidi, perchè composti in larga misura da acqua. Le verdure da privilegiare sono quelle crude, dal finocchio alla lattuga al radicchio al sedano a tutti i tipi di insalata verde che non necessitano di cottura.

Una volta alla settimana si può fare, è uno sforzo più che sostenibile e ci si abituerà ad avvertire una speciale sensazione di leggerezza dovuta al fatto che il corpo non viene appesantito con alimenti grassi o calorici, e riceve anzi alimenti leggeri che lo aiutano a depurarsi.

Da non sottovalutare inoltre l’importanza dell’acqua. Bere è sempre importante, ma in questa sede assume un ruolo fondamentale, perchè l’acqua è l’elemento disintossicante per eccellenza. Leggera, fresca, non ingrassa e non appesantisce, stimola la diuresi, contrasta la ritenzione idrica e la cellulite…cosa volere di più? Occorre berne molta, minimo un litro e mezzo ma possibilmente di più, e in particolare l’acqua senza o con poco sodio, ancora più attiva sul fronte diuretico.

 

Fonte: www.guidaconsumatore.com



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